E' veramente in difficoltà?
Nel soccorrere un animale selvatico è utile prima di tutto osservarlo da lontano per accertarsi che sia realmente in difficoltà e che non stia attuando pattern di difesa detto "parata di distrazione" facilmente confondibile con situazioni patologiche. Alcuni uccelli nel tentativo di proteggere il nido si fingono malati o, in altri casi, per proteggere se stessi possono arrivare a simulare la morte (tanatosi).
Se durante un’escursione in primavera/estate incontrate, ad esempio, un Cavaliere d’Italia, che vi corre davanti gridando nervosamente e trascinando un’ala bassa e "cadendo" a terra ogni pochi passi, seguitelo e vi porterà lontano dal nido e dai piccoli.Vedrete che dopo 30/50 metri volerà via con sicurezza. E sono molte altre le specie che ricorrono a questo espediente.
Se vi trovate accidentalmente in una zona di nidificazione ed incontrate un giovane di gabbiano, di cormorano o di airone, considerate che l'atto di vomitare in vostra presenza non è indice di malattia, ma è solo un modo per allontanarvi.
Un merlo che picchia insistentemente contro uno dei vetri delle vostre finestre non sta chiedendo di entrare in casa perché domestico, ma sta attaccando la propria immagine riflessa scambiandola per un intruso "aggressivo" che invade il suo territorio. Evitate quindi di catturarlo poichè richiereste di sottrarre un genitore al suo nido.
Quando sta realmente male?
Una civetta immobile lungo il bordo di una strada, un falco o un airone posati a terra nelle vicinanze di una linea elettrica o su di una strada, un pettirosso arruffato posato a terra davanti ad una vetrata, sono tra gli esempi più frequenti di traumi da impatto.
Tentare di fuggire correndo, cercare ripetutamente di volare riuscendosolo a compiere dei balzi, tenere un’ala più bassa dell'altra, zoppicare, presentare il piumaggio arruffato o dormire a pochi passi da voi, sono esempi di comportamento che spesso caratterizzano un soggetto in difficoltà.
E se trovo un "piccolo"?
In primavera/estate può capitare a chiunque di trovare un "nidiaceo" (uccello nato recentemente), è comune pensare che sia orfano, sia malato, si sia perso, o sia in una situazione di grave pericolo a causa di gatti o altri predatori. L’istinto spinge a portarlo a casa per "allevarlo". Questo atteggiamento, dimostra sicuramente sensibilità, ma non sempre è la cosa giusta per la salute del nidiaceo.
Infatti è bene controllare che i genitori non siano nelle
vicinanze. I genitori possono assentarsi anche per parecchio tempo senza per
questo aver abbandonato la prole. Bisogna inoltre ricordare che alcuni uccelli abbandonano spontaneamente il nido quando ancora non sanno volare bene, pur essendo seguiti e alimentati dagli adulti ( ad es. merli,cornacchie, gazze, civette, allocchi e molte altre specie ).
Situazioni ricorrenti che giustificano l’intervento:
Okay, devo prenderlo. Come faccio?
Nel caso in cui si decida che l'animale è realmente in difficoltà e necessita di aiuto bisogna provvedere alla sua cattura cercando di essere il più decisi possibile in modo da ridurre lo stress e la probabilità di ferire l'animale. E' fondamentale capire che la nostra presenza terrorizza l'animale che ci ritiene un pericolo e che in alcuni di loro possiamo arrivare a causare un blocco cardio-circolatorio. Considerate inoltre che l'animale nel tentativo di sfuggire alla cattura, soprattutto se ferito e quindi impossibilitato a scappare, potrebbe tentare di ferirvi. Il potenziale offensivo di alcuni uccelli può essere molto alto e provocare invalidità anche permanenti. Ad esempio gli ardeidi attaccano gli occhi con il loro acuminato becco e possono causare gravi lesioni. Il modo migliore per catturarli è quello di usare un telo (non troppo pesante, onde evitare di schiacciare l'animale) per bloccare le possibili vie di fuga. Se necessario indossate un paio di guanti robusti o occhiali protettivi.
Come ve lo porto?
Il trasporto deve essere effettuato il più rapidamente possibile per favorire
una pronta assistenza all'animale e il conseguente recupero e comunque entro
le 24 ore dal ritrovamento come previsto dalla legge 157/92. Per maggiori dettagli
rimandiamo alla normativa vigente.
Per il trasporto è bene procurarsi una scatola di dimensioni adeguate, proporzionata ma non grande. L'animale
deve entrarci comodamente ma deve muoversi il meno possibile per evitare di
aggravare le sue condizioni. E' consigliabile mettere sul fondo della carta (quella da cucina va bene perché assorbe eventuali feci o rigurgiti e consente di non scivolare).Per ridurre al minimo lo stress il trasporto dovrebbe
essere effettuato in condizioni di scarsa rumorosità (ricordate di non ascoltare
musica!) e in un luogo poco illuminato, senza dimenticare di assicurare un ricambio
d'aria adeguato grazie ad alcuni fori, che dovranno essere praticati in modo
che l'animale, una volta all'interno della scatola, non sia in grado di vedere
all'esterno. Prestate comunque attenzione nel maneggiare la scatola con l'animale
perchè questo potrebbe sfruttare i fori per attaccare le vostre dita.
Se ritenete che l'animale sia in ipotermia o lo rinvenite bagnato in una giornata particolarmente fredda ponete sotto di lui un panno di lana in modo da permettergli di riscaldarsi.
Se trascorrono ore prima della consegna dell'animale può essere somministrato un alimento "universale di emergenza" ovvero l’omogeneizzato di manzo offerto tramite una siringa (senza ago!). Per quanto questa operazione sia semplice è bene consigliarsi con i volontari del centro recupero sui modi e le quantità della somministrazione.
Atteggiamenti da Evitare:
Siate Responsabili!
E' consigliabile contattarci immediatamente in modo da poter ricevere indicazioni circa le misure di emergenza da attuare nel vostro caso specifico. Queste misure potrebbero comprendere anche la somministrazione di alimenti o liquidi adeguati all'animale.
Perchè non posso tenere l'animale che ho salvato?
I motivi che vi devono spingere a portare l'animale che avete appena ritrovato in un Centro per il Recupero della Fauna Selvatica sono principalmente due, uno legale ed uno morale.
Parliamo del primo motivo: da un punto di vista legale la Fauna selvatica è vista come proprietà indisponibile dello Stato e quindi ne è vietata la detenzione. Un animale selvatico rinvenuto in difficoltà va affidato entro 24 ore alle autorità competenti. A tal proposito si rimanda comunque alla normativa vigente.
Il motivo morale riguarda il benessere dell'animale stesso. Infatti l'intervento tempestivo di esperti permette di iniziare rapidamente la terapia più adeguata al recupero. Inoltre una non adeguata alimentazione può portare a deficit dell'apparato scheletrico e muscolare con danni spesso irreversibili che comportano quindi la soppressione dell'animale o il suo trasferimento a vita in una voliera didattica privandolo per sempre della libertà, in quanto non sarebbe più in grado di svolgere una vita normale.
Altra importante questione riguarda lo svezzamento di esemplari giovani: infatti una vicinanza prolungata con l'essere umano può convincere l'animale ad essere un umano anche lui (il cosiddetto Imprinting). Questo gli impedirà di avere una vita sociale adeguata alla sua specie, mettendone a repentaglio l'incolumità in molteplici modi. Questi animali infatti saranno esposti a pericoli dai quali non si sapranno proteggere anche solo scappando, non sapranno rispettare i rituali sociali della specie e quindi saranno soggetti ad attacchi dei conspecifici e probabilmente non sapranno nemmeno procurarsi il cibo autonomamente. Magari si avvicineranno o forse attaccheranno altre persone (per esempio per difendere il proprio territorio) che potrebbero spaventarsi per la vicinanza con un animale selvatico e metterne a repentaglio l'incolumità. Si troveranno dunque in un ambiente ostile in cui non sapranno come comportarsi.
Perciò, sebbene possa dispiacere per la separazione da un animale a cui inevitabilmente ci si affeziona, portare l'animale ad un Centro di Recupero per la Fauna Selvatica è la soluzione migliore per la salute dell'animale stesso e per permettergli di svolgere una vita serena nel suo habitat riducendo al minimo le ripercussioni dovute al ricovero.
Posso assistere alla liberazione dell'animale che ho portato?
La politica del Centro è quella di permettere all'utenza di assistere alle liberazioni. Va precisato però che la data e l'ora della liberazione non sono concordabili o potrebbero subire variazioni anche all'ultimo minuto, in quanto la liberazione è sempre effettuata in dipendenza dello stato dell'animale, delle condizioni meteo e della disponibilità di personale. Inoltre il numero di persone presenti alla liberazione dovrà per forza di cose essere limitato e comunque concordato con il Centro. Tutte queste norme vengono attuate per favorire l'animale in un momento delicato come il suo ritorno in natura.